domenica 2 marzo 2008

Sweeney Todd

C'era un barbiere e sua moglie...
Ogni favola o racconto inizia con un "c'era una volta", e il film di Tim Barton non è da meno.
La fumosa Londra ci accoglie in vicoli grigi dove il passato è ormai un ricordo annebbiato dal desiderio di vendetta di Sweeney Todd, un tempo conosciuto come Benjamin Barker. Ingiustamente condannato e allontanato dai suoi cari, rimette piede nel suo negozio in Flint Street con l'unico intento di poter incontrare e distruggere colui che ha portato la sua famiglia alla rovina.
Ma non ho intenzione di darvi altre informazioni sulla trama o sul film...

Vorrei piuttosto portare la vostra attenzione su Sweeney, personaggio fulcro dell'intera narrazione e di un'evoluzione spasmodicamente perfetta.
Il male subito dal nostro antieroe è una pugnalata in pieno petto... che con il tempo s'infetta espandendosi... compromettendo l'anima del personaggio nella sua profondità.
Il primo sintomo è l'ossessiva ripetizione di una frase:

"There's a hole in the world like a great black pit. And it's filled with people who are filled with shit. And the vermin of the workd inhabit it"

La musica ci guida nel comprendere ogni successivo passo della crescita interiore di Sweeney. Nella canzone Epiphany i pensieri si concretizzano in azioni... ogni strofa, è un taglio netto di rasoio.

"Who sir? you sir? No one is on the chair! Come on, come on... Sweeney's waitnig. I want you bleeders."

Ciò che c'era di umano si perde nel vortice dell'odio che, non potendo riversare sul suo antagonista, esprime di volta in volta nel taglio perfetto di gole innocenti.
Giungiamo quindi a toccare il vertice della follia del male e sulla lama dei rasoi il sangue si accumula... senza che Sweeney si renda più conto di chi siano le gole.

Il Male, si sa, non ha vincitori... solo vittime.
Ed è così che l'ascesa del Signor T, coincide con la sua rovina.





Posso solo aggiungere... QUESTO FILM E' UN PICCOLO CAPOLAVORO.
Chi di voi non l'ha ancora visto, rimedi subito!