<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6160916903421307556</id><updated>2011-04-21T18:43:49.658-07:00</updated><title type='text'>Kamire's world</title><subtitle type='html'>Un piccolo spazio per i miei pensieri... le mie poesie... i miei racconti.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://kamire.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6160916903421307556/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://kamire.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Kamire</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06204232280188007354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_a7hzg-3GTI4/R21ZVwQ-VqI/AAAAAAAAAAM/I9n9gDX1uGQ/S220/lost.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>8</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6160916903421307556.post-8255854699265100680</id><published>2008-10-26T08:29:00.000-07:00</published><updated>2008-10-26T09:04:53.663-07:00</updated><title type='text'>Wall - E</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_a7hzg-3GTI4/SQSUPQ5NmSI/AAAAAAAAAAc/di98YvvVrSg/s1600-h/Wall+-+E+and+Eva.bmp"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_a7hzg-3GTI4/SQSUPQ5NmSI/AAAAAAAAAAc/di98YvvVrSg/s320/Wall+-+E+and+Eva.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5261493254629464354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sono pochi i film che possono essere definiti Romantici nel campo della Animazione tridimenzionale. E Wall-E è da annoverare tra questi.&lt;br /&gt;Tutti inizia sul pianeta Terra letteralmente abbandonata dai suoi abitanti a cuasa della progressiva incapacità di far fronte all'emergenza spazzatura (insomma, una sorta di Napoli con tanto di sorridente Berlusconi, pronto a liberare tutti dalla piaga della mondizzia con milizia di robot pulitori, mentre gli uomini si godono lo spazio profondo e senza preoccupazioni). Wall-E è l'ultima unità ecologica funzionante. Nella sua solitudine continua a lavorare formando grattacieli di cubetti di spazzatura. Ha una personalità, raccoglie ogni genere di stranezza trai resti della società umana, si commuove di fronte ai musicol e ha come amico un indistruttibile scarafaggio. Ma ben presto la monotonia dei giorni verrà spezzata dall'arrivo di una creatura perfetta, Eve.&lt;br /&gt;Da qui l'avventura, l'amore e una morale.&lt;br /&gt;Bisogna vederlo per poter amare ogni singolo particolare. Dalla ricarica della batteria di Wall-E (chi si ricorda del primo windows non potrà che sorridere) fino alla bellezza di un bacio robotico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Colori, colonna sonora e tecnologia 3d si uniscono a formare un altro piccolo capolavoro della Pixar. Godetevelo!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6160916903421307556-8255854699265100680?l=kamire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://kamire.blogspot.com/feeds/8255854699265100680/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6160916903421307556&amp;postID=8255854699265100680' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6160916903421307556/posts/default/8255854699265100680'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6160916903421307556/posts/default/8255854699265100680'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://kamire.blogspot.com/2008/10/wall-e.html' title='Wall - E'/><author><name>Kamire</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06204232280188007354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_a7hzg-3GTI4/R21ZVwQ-VqI/AAAAAAAAAAM/I9n9gDX1uGQ/S220/lost.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_a7hzg-3GTI4/SQSUPQ5NmSI/AAAAAAAAAAc/di98YvvVrSg/s72-c/Wall+-+E+and+Eva.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6160916903421307556.post-8153796133777163323</id><published>2008-03-02T09:07:00.000-08:00</published><updated>2008-03-20T13:58:28.794-07:00</updated><title type='text'>Sweeney Todd</title><content type='html'>C'era un barbiere e sua moglie...&lt;br /&gt;Ogni favola o racconto inizia con un "c'era una volta", e il film di Tim Barton non è da meno.&lt;br /&gt;La fumosa Londra ci accoglie in vicoli grigi dove il passato è ormai un ricordo annebbiato dal desiderio di vendetta di Sweeney Todd, un tempo conosciuto come Benjamin Barker. Ingiustamente condannato e allontanato dai suoi cari, rimette piede nel suo negozio in Flint Street con l'unico intento di poter incontrare e distruggere colui che ha portato la sua famiglia alla rovina.&lt;br /&gt;Ma non ho intenzione di darvi altre informazioni sulla trama o sul film...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei piuttosto portare la vostra attenzione su Sweeney, personaggio fulcro dell'intera narrazione e di un'evoluzione spasmodicamente perfetta.&lt;br /&gt;Il male subito dal nostro antieroe è una pugnalata in pieno petto... che con il tempo s'infetta espandendosi... compromettendo l'anima del personaggio nella sua profondità.&lt;br /&gt;Il primo sintomo è l'ossessiva ripetizione di una frase:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"There's a hole in the world like a great black pit. And it's filled with people who are filled with shit. And the vermin of the workd inhabit it"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La musica ci guida nel comprendere ogni successivo passo della crescita interiore di Sweeney. Nella canzone Epiphany i pensieri si concretizzano in azioni... ogni strofa, è un taglio netto di rasoio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Who sir? you sir? No one is on the chair! Come on, come on... Sweeney's waitnig. I want you bleeders."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che c'era di umano si perde nel vortice dell'odio che, non potendo riversare sul suo antagonista, esprime di volta in volta nel taglio perfetto di gole innocenti.&lt;br /&gt;Giungiamo quindi a toccare il vertice della follia del male e sulla lama dei rasoi il sangue si accumula... senza che Sweeney si renda più conto di chi siano le gole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Male, si sa, non ha vincitori... solo vittime.&lt;br /&gt;Ed è così che l'ascesa del Signor T, coincide con la sua rovina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Posso solo aggiungere... QUESTO FILM E' UN PICCOLO CAPOLAVORO.&lt;br /&gt;Chi di voi non l'ha ancora visto, rimedi subito!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6160916903421307556-8153796133777163323?l=kamire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://kamire.blogspot.com/feeds/8153796133777163323/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6160916903421307556&amp;postID=8153796133777163323' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6160916903421307556/posts/default/8153796133777163323'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6160916903421307556/posts/default/8153796133777163323'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://kamire.blogspot.com/2008/03/sweeney-todd.html' title='Sweeney Todd'/><author><name>Kamire</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06204232280188007354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_a7hzg-3GTI4/R21ZVwQ-VqI/AAAAAAAAAAM/I9n9gDX1uGQ/S220/lost.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6160916903421307556.post-7139180689828028489</id><published>2008-02-15T09:39:00.000-08:00</published><updated>2008-02-15T09:44:22.451-08:00</updated><title type='text'>Mondi - secondo capitolo</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Cresceva, giorno dopo  giorno, da piccola ed innocente neonata, a scaltra bimba delle  tenebre.  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Giocava all'ombra della  magione materna, in cerca di sempre nuovi ed insoliti divertimenti. Con trappole  di corda e retini di ragnatela catturava le sventurate creature che si perdevano  nei cunicoli dell' Underdark. Falene dalle scure ali, ronzanti mosche e  pipistrelli diventavano, nelle sue piccole mani, pupazzi soggetti ai suoi  continui capricci. Non di rado Kamire rientrava, tra le nere mura della sua  casa, con le dita sporche di terra e del sangue delle sue prede...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Jamaryal sembrava  soddisfatta della crescente perfidia di sua figlia. I pochi terribili sorrisi,  che arriciavano le sue labbra, erano rivolti esclusivamente alla piccola erede  degli D'olath M'sing. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il giardino di loti  neri era il suo regno. Arrampicandosi sulla roccia muschiosa, osservava il cielo  di pietra delle caverne. I grigi soffitti, da cui scendevano le minacciose  stalatitti, diventavano le bocche spalancate di mostri ancestrali, soggiogati al  suo volere, mentre lo sguardo paterno di R&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;agus la seguiva.  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Fu allora, in uno degli  oscuri pomeriggi trascorsi nel giardino, che Kamire scoprì la  musica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Intenta a cavalcare, con  gelida gioia, una radice contorta, non si rese conto subito da dove provenissero  i suoni distorti di corde pizzicate. La sua fantasia, li attribuì al suo mostro  dalle ali scheletriche e senza piume... ma pian piano lo sguardo porpureo dalla  radice si spostò sulla figura di Ragus seduto sul bordo di un grande ripiano di  pietra.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Le braccia coperte di  velluto del padre sostenevano il peso di uno strano strumento. Le abili mani  d'assasino pizzicavano con cura le sessantaquattro corde dell'arpa, lasciando  che nel luogo si creasserò torrenti di note strazianti. Kamire fermò i suoi  giochi... provando una incomprensibile attrazione per quella musica. Si avvicinò  al padre rapidamente. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;"Che cos'è?" domandò  sfrontata interropendo al nascere le prime parole della melodia. I vermigli  occhi di Ragus si posarono sul piccolo corpo della figlia. Le mani fermarono il  loro vorticar sulle corde.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;"E' un Vazhan-do...permette  di creare e riprodurre melodie per il piacere delle Vostre puntate,  Inlul  Jalil..." rispose con paziente e profonda voce "questa melodia in particolare è  intitolata Ssinjin Vharcan... desiderate che m'interrompi?" &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Le labbra scure e sottili  di Ragus si richiusero in attesa di una risposta. Le corde di budello erano  agganciate alla struttura d'osso cesellato, che componeva lo scheletro del  Vazhan-do. L'arpa sembrava una strana bestia, messa a cuccia con un  rimprovero. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Silenziosa Kamire allungò  la piccola e nigra mancina, sfiorando quelle corde...che in risposta al suo  gesto mugolarono uno distorto accordo. Il volto ovale della bimba si illuminò...  gli occhietti brillarono, mentre un largo sorriso veniva rivolto al  padre.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;"Ancora! Voglio sentirlo  ancora!" disse infine euforica. In fretta sistemò la gonna rossastra in modo che  non le desse fastidio sedendosi accanto a Ragus. La treccia, che raccoglieva i  candidi capelli della bimba, si spostarono repentinamente, con un gesto del  capo, dietro alle spalle. Così si apprestò a sentire il seguito della  melodia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La musica riprese il suo  corso... le dita danzavano senza sosta, riportando la melodia al punto  interrotto. Allora alle note si intrecciò la complessa trama di parole, che  acute come pugnali, venivano lanciate nell'aria umida delle  caverne.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;"Ssinjin Vharcan...´chev  vharcan.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;usstan lar dos nindol  isto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;p´wal wun nindol  oloth&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;usstan orn inbal  dos.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Uk orn yaith &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;xuil ukt vlos lu´ ukt  jiv´undus..." &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Incantata, Kamire osservò  con ammirazione il padre, per la prima volta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6160916903421307556-7139180689828028489?l=kamire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://kamire.blogspot.com/feeds/7139180689828028489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6160916903421307556&amp;postID=7139180689828028489' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6160916903421307556/posts/default/7139180689828028489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6160916903421307556/posts/default/7139180689828028489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://kamire.blogspot.com/2008/02/mondi-secondo-capitolo.html' title='Mondi - secondo capitolo'/><author><name>Kamire</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06204232280188007354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_a7hzg-3GTI4/R21ZVwQ-VqI/AAAAAAAAAAM/I9n9gDX1uGQ/S220/lost.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6160916903421307556.post-2815011833755124365</id><published>2008-01-25T12:13:00.000-08:00</published><updated>2008-01-25T12:24:54.783-08:00</updated><title type='text'>Mondi</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Primo capitolo&lt;/span&gt; &lt;div class="bvMsg" id="msgcns!4775B938397B4417!246"&gt; &lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: georgia; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;em&gt;Pelle simile  alla coltre della notte, occhi rossi come sanguinanti rubini. Il  suo piccolo  corpicino era perfetto simulacro della Dea Lolth. Tra le braccia della madre,  respirava per la prima volta l'aria fresca ed umida delle caverne.  &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: georgia; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;em&gt;Pura,  indifesa ed inconsapevole del proprio lignaggio... così la bimba ammirava il mondo  oscuro che la circondava. Le sottili orecchie a punta sembravano carpire con  brama gli strani suoni che uscivano dalla bocche scure dei suoi  genitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: georgia; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;em&gt;"Sia Lode  alla Scultrice! Infine una Femmina!!!" disse con enfasi Jamaryal, tenendo tra le  braccia l'ultimo genita. Sdraiata nel letto dalle violacee coperte, sembrava  essersi ripresa dal parto con eccezionale rapidità. Non più troppo giovane, la  donna era segnata da sottili cicatrici che percorrevano verticali le guance  nigre e magre. Aveva legato i lunghi e candidi capelli in una treccia che  discendeva delicatamente lungo il fianco sinistro, avvolgendo ulteriormente in  un abbraccio la piccola drow.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: georgia; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;em&gt;"Ora è  necessario un nome... degno dell'erede dei D'olath M'sing..." continuò tra sé e  sé, mentre la mancina accarezzava la piccola testa della bimba. Il corpicino  sussultò al contatto materno, così freddo e privo di sentimento... ma ben presto  quella mano estranea e senza amore le diventò familiare.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: georgia; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;em&gt;Silente ai  piedi del talamo Ragus guardava assorto, quasi incantato, il piccolo nuovo  essere. I suoi occhi vermigli solcavano i giovani lineamenti. Scosse infine il  capo dai corti capelli bianchi, lasciando che anche il piwafwi seguissi tal  movimento con i suoi pesanti lembi, che quasi toccavano terra.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: georgia; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;em&gt;"Non saprei  dare un nome a tanta perfezione..." enunciò così il suo pensiero con il suo  gelido, ma dolce tono di padre.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: georgia; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;em&gt;"Certo che  no! Non è tuo compito!" secca ribatté Jamaryal, squadrando lo sposo dalla testa  ai piedi, come se avesse pronunciato una terribile offesa. Poi riprendendo la  sua calma inespressiva, analizzò nuovamente la piccola bimba. &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: georgia; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;em&gt;"Il suo nome  sarà annoverato negli annali della nostra Famiglia... e sarà un nome che tutti  temeranno e rispetteranno..." la voce della drow si fece cupa "...Potere il suo  obbiettivo, Gloria il suo futuro... ecco... come la prima della nostra Casata ti  chiamerai... come Colei che la rese grande, costruendo le fondamenta sulle tombe  dei suoi nemici...&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: georgia; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: georgia; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;em&gt;i&lt;/em&gt;&lt;em&gt;l tuo  nome sarà&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: georgia; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="font-family: georgia; color: rgb(0, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;em&gt;Kamire  D'olath M'sing"&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6160916903421307556-2815011833755124365?l=kamire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://kamire.blogspot.com/feeds/2815011833755124365/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6160916903421307556&amp;postID=2815011833755124365' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6160916903421307556/posts/default/2815011833755124365'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6160916903421307556/posts/default/2815011833755124365'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://kamire.blogspot.com/2008/01/mondi.html' title='Mondi'/><author><name>Kamire</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06204232280188007354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_a7hzg-3GTI4/R21ZVwQ-VqI/AAAAAAAAAAM/I9n9gDX1uGQ/S220/lost.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6160916903421307556.post-2659345320489755232</id><published>2008-01-13T08:52:00.000-08:00</published><updated>2008-01-13T09:23:47.851-08:00</updated><title type='text'>Ascensione</title><content type='html'>&lt;strong&gt;"Agli amici si sa... non si può dire di no. Così metterò, per una volta, la mia penna da parte...ospitando in questo mio piccolo spazio virtuale il racconto di BlueRussian (a cui spero lo pseudonimo non dispiaccia). Seguite ogni parola, cari lettori, lasciandovi da esse trascinare... e sorprendere.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Kamire"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Ormai manca poco…”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non era più di un tenue sussurro; una debole voce nel ronzio da alveare disturbato. La gran macchina aveva sempre funzionato allo stesso modo. Il sudore e il dolore nelle retrovie era carburante per le conquiste della prima linea. Qui, dove poche sottili barriere separavano l’impazzito viavai dagli sguardi famelici di un’accolita di fiere inumane, sciami di efficienti soldati cercavano di attrezzare al meglio i loro campioni. Simili a scudieri medievali brandivano i loro bislacchi strumenti.&lt;br /&gt;Ma l’attenzione non era certamente tra le loro qualità. O, più semplicemente, non erano in alcun modo interessati al bisbigliare che filtrava nel rombo meccanico delle attrezzature.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Non ho mai scoperto cosa mi ha spinto su questa strada.”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora fracasso, con un sinistro coro di urla di furore. Il tempo stringeva. Gli assistenti raddoppiarono gli sforzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Ricordo solamente che fu uno specchio a convincermi… Una mattina di tanti anni fa…”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Forse si trattò più di una folgorazione che di una convinzione. Comunque si voglia chiamarla, fu abbastanza forte da superare anche i vincoli familiari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Mio padre mi indicò silenziosamente la porta. Con poche parole avevo distrutto tutte le sue speran&lt;/em&gt;ze. ‘&lt;strong&gt;Qualsiasi cosa… ma non questo…&lt;/strong&gt;’ &lt;em&gt;continuava a ripetere.”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella sua mente si affacciò con prepotenza la faccia unta e squallida del reclutatore. Ricordava ancora le parole catarrose del grassone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“&lt;strong&gt; ‘Se i miei amici ti gradiranno, potrai far parte della mia armata. Io sarò il tuo unico signore e padrone; sappi da ora che non me ne frega un cazzo di te e dei tuoi problemi. Cerca solo di non schiattare in qualche modo idiota. Mi creeresti un sacco di guai.’ Subito dopo ci fu la visita.”&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti affermano che questa sia la parte peggiore. Declassati da esseri umani a pezzi di carne; fissati da occhi ai raggi X alla ricerca del minimo difetto, controllati in ogni luogo da mani luride. Costretti a saltellare come scimmie, umiliati da versacci e applausi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Quella specie di porcello mi disse che non avevo i requisiti.&lt;/em&gt; ‘&lt;strong&gt;Sparisci! E se vuoi tornare, cerca di farti ricostruire; sembra che Dio abbia pisciato sul tuo DNA’&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;mi disse ridendo a crepapelle e tergendosi lacrime oleose. Ma ancora non conosceva la mia determinazione…”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’era una sola categoria a cui rivolgersi. Ma non era certamente una categoria di santi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Fu così che iniziai a frequentare alcune tra le persone più disumane del pianeta.”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uomini dall’aspetto sinistro, drappeggiati nel loro asettico candido camice, avevano sfoderato i più raffinati strumenti di tortura. Sorridevano con zanne di porcellana, mentre spiegavano nei più vividi dettagli quali fossero le loro intenzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Nessun film dell’orrore può lontanamente avvicinarsi alla demoniaca immaginazione della reale scienza medica…”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di quei tempi aveva solamente ricordi confusi. Aghi ricurvi, lame affilate, fiale e siringhe etichettate in maniera incomprensibile. Gli occhi dei carnefici luccicavano, prima di ogni nuovo esperimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;“ ‘Un po’ di dolore fa parte del processo. D’altronde, non posso ridurlo in alcun modo; se ne faccia una ragione.&lt;/em&gt;’&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;Dannati bastardi…”&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Molti avevano tentato quella strada. Quasi tutti si erano persi in un labirinto di sofferenze; e tentando di uscirne avevano perso il senno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Della mia armata solo io ce l’ho fatta. Gli altri? Chi ora nuota sul fondo della baia, nei liberi spazi di un abitacolo Cadillac; chi cerca di forarsi il cervello con cannucce d’argento, sperando di farvi entrare un altro pizzico di polvere bianca; chi invece del naso ha bisogno per nutrirsi, inutile bambola dai fili spezzati.”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il supervisore urla furioso. L’avanguardia è rientrata. E’ ora di far uscire i grossi calibri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Ma io ce l’ho fatta. Il mondo intero lo vedrà. E qualsiasi tortura, qualsiasi dolore, qualsiasi cosa diviene sopportabile, se ripagata dallo splendore invidioso di miliardi di occhi. Spettatori, pupazzi senza organi: continuate a languire nelle vostre pezzenti inutili vite; continuate a gettare fango su di noi, ad additare i nostri vizi e a trasformarci in stereotipi del male assoluto.”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pochi passi affrettati su per le scale, appena prima del velo di stoffa. La corsa si trasforma in cauto, elegante incedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Invidiatemi pure. E mi renderete più felice.”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una cascata di applausi, insolita per simili eventi, salutò l’ingresso della nuova supermodella dell’anno. Appollaiati nei loro nascondigli, gli occhi di cristallo dei fotografi iniziarono a inquadrare la ragazza, annegandone la bellezza nel fulgore dei flash.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;BlueRussian&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6160916903421307556-2659345320489755232?l=kamire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://kamire.blogspot.com/feeds/2659345320489755232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6160916903421307556&amp;postID=2659345320489755232' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6160916903421307556/posts/default/2659345320489755232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6160916903421307556/posts/default/2659345320489755232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://kamire.blogspot.com/2008/01/ascensione.html' title='Ascensione'/><author><name>Kamire</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06204232280188007354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_a7hzg-3GTI4/R21ZVwQ-VqI/AAAAAAAAAAM/I9n9gDX1uGQ/S220/lost.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6160916903421307556.post-478454690419116033</id><published>2008-01-07T12:49:00.000-08:00</published><updated>2008-01-07T12:59:51.304-08:00</updated><title type='text'>Occhi</title><content type='html'>E in quegli occhi trovai me stessa.&lt;br /&gt;La ragazza dei giorni felici e spensierati, si rifletteva in quei bellissimi specchi di verità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occhi che non avevano un colore, ma ora azzurri, ora verdi, ora bruni variavano continuamente in un giochi di prismi e cristalli. Sembravano tante piccole gemme, incastonate in un perfetto cerchio di roccia delle profondità più segrete della terra, e dalla lucentezza degli astri notturni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la sua anima era in essi, offrendosi agli altri senza paura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quei occhi trovai conforto, che solo un padre può dare ai propri figli;&lt;br /&gt;in essi trovai amicizia, come quella che donano i primi compagni di gioco quando si è bambini;&lt;br /&gt;in essi il perdono, che gli altri mi negavano urlando a gran voce.&lt;br /&gt;Voci… che mentre camminavo per le strade, bisbigliavano e poi… si facevano sempre più alte… più forti. Sovrastavano i miei passi ovunque andassi, accusandomi di essere una donna del piacere… serva del denaro… portatrice di immoralità!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quelle voci ipocrite che mi avevano inseguito dovettero tacere confrontandosi con la sua;&lt;br /&gt;davanti a quegli occhi senza peccato si fermarono…&lt;br /&gt;e non poterono far altro che lasciare cadere le pietre ai propri piedi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6160916903421307556-478454690419116033?l=kamire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://kamire.blogspot.com/feeds/478454690419116033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6160916903421307556&amp;postID=478454690419116033' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6160916903421307556/posts/default/478454690419116033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6160916903421307556/posts/default/478454690419116033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://kamire.blogspot.com/2008/01/occhi.html' title='Occhi'/><author><name>Kamire</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06204232280188007354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_a7hzg-3GTI4/R21ZVwQ-VqI/AAAAAAAAAAM/I9n9gDX1uGQ/S220/lost.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6160916903421307556.post-485416107613283627</id><published>2007-12-22T10:20:00.000-08:00</published><updated>2007-12-28T08:24:59.807-08:00</updated><title type='text'>Odore di terra</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La terra bagnata aveva l’odore pungente di autunno, mentre nel cielo risplendeva un pallido sole tra le nuvole grigie. La giornata era appena iniziata e Geremy era già all’opera… tra l’erba verde e gli alberi spogli, il suo era un mestiere che non aveva orari. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il mantello scuro lo avvolgeva completamente ed &lt;span style="font-size:+0;"&gt;&lt;/span&gt;in una delle tasche un cappellaccio a larghe tese&lt;span style="font-size:+0;"&gt; &lt;/span&gt;era ripiegato alla meglio. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Se l’era tolto per iniziare a scavare… sapeva infatti che dopo nemmeno le prime dieci palate di terra avrebbe sentito caldo… e di tutto ciò che indossava, il cappello era l’unica cosa che si potesse togliere facilmente restituendo immediato&lt;span style="font-size:+0;"&gt; &lt;/span&gt;refrigerio. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nel silenzio mattutino solo i suoi pensieri facevano rumore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Mancavano ancora 100 ghinee d’oro e finalmente avrebbe potuto comprare un nido d’amore per lui e la sua Marì. Già immaginava la piccola ma decorosa casetta di legno e mattoni dalla facciata bianca e il tetto rosso. Magari Marì avrebbe piantato anche qualche fiore sui davanzali delle finestre… rose, primule, campanule… a seconda della stagione… niente gigli o crisantemi… no, ne vedeva già abbastanza tra le lapidi del cimitero… e ormai non sopportava più nemmeno il loro profumo che con il tempo si trasformava in un olezzo di piante marce.&lt;span style="font-size:+0;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:+0;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Le buche dovevano essere profonde e larghe in modo che la cassa potesse essere deposta con facilità. Aveva già dato la forma della fossa… un perfetto rettangolo nella terra… era infatti da 10 anni che aveva sostituito Patrik Deepend al cimitero e orami aveva imparato tutti segreti del beccamorto. Non aveva più difficoltà nel scendere e risalire nelle profondità della terra. Né aveva più paura degli ospiti che il campo santo custodiva gelosamente nelle sue viscere. Tutte quelle storie su fantasmi raccapriccianti che uscivano dalle tombe per perseguitare i vivi erano solo delle gran fandonie! A forza di riesumare corpi, diventati poco più che polvere, aveva appreso che dopo la morte c’era solo una fossa nella terra o al massimo, se eri un ricco aristocratico, un bel sepolcro di marmo dal cancello in ferro battuto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Tra una palata ed un'altra, al di fuori della nuova tomba si era formata un ammasso di nero terriccio dal quale grassi e rosei vermi faceva capolino. Si fermò e, dopo aver piantato la vanga, uscì sollevandosi sui robusti avambracci. Osservò con attenzione il lavoro svolto fino a quel momento. Con perizia aggiustò i margini per renderli più regolari, e alla fine si sedette sull’erba umida di rugiada appoggiando la schiena sulla corteccia ruvida di un castano. Era soddisfatto, aveva lavorato per due ore senza fermarsi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Quella fossa era per Sean Satterthon, un burbero minatore che vedeva spesso all’osteria dove Marì lavorava come aiuto cuoca. Massiccio e scuro di carnagione, come la montagna che prendeva a picconate per estrarre il ferro, era capace di scolarsi due pinte di birra senza batter ciglio. Non aveva amici, né famiglia…passava tutto il suo tempo in un angolo scuro dell’osteria senza parlare e svuotando uno dopo l’altro i boccali di rame. Se non fosse morto dentro l’osteria forse nessuno si sarebbe accorto della sua dipartita. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:+0;"&gt;&lt;/span&gt;“Mi perdoni buon uomo…” disse improvvisamente una voce dal tono dolce e stanco, alle sue spalle “E’ qui che seppelliranno Sean Satterthon?”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Geremy si alzò in piedi e voltandosi verso la voce rispose &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“Si, signore. E’ qui che le spoglie di Mr. Satterthon riposeranno… ma temo siate un bel po’ in anticipo. Il funerale si terrà domani.”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il volto secco e pallido di un vecchio era davanti a lui. La barba completamente bianca sembrava far seguito ai lunghi capelli lisci e spettinati. E sotto le folte sopracciglia due occhietti azzurri e vispi lo stavano osservando con espressione gioviale… che poco si addiceva ad una persona che da poco aveva perso un congiunto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“ A si, lo so, lo so. Ero solo curioso di vedere quanto è grossa la buca nella quale verrà seppellito il povero Sean.” Ed indicò la fossa con la punta del suo bastone lungo e nodoso su cui si appoggiava con una mano al di sotto della mantellina nera “non avevo mai incontrato un uomo più sfortunato in tutta la mia vita… e vi assicuro giovanotto che io ne ho visti di albe e tramonti!”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Geremy rimase per qualche attimo ad osservare il suo strano interlocutore. Una mantellina nera di lana grezza avvolgeva le strette spalle del vecchio, lasciando scoperte solo una piccola porzione di collo rugoso. Erano simili in altezza e forse ai tempi della sua&lt;span style="font-size:+0;"&gt; &lt;/span&gt;giovinezza il vegliardo dagli occhi azzurri doveva essere stato un uomo di braccia, un contadino o un pescatore, come testimoniavano ancora le mani grandi e robuste che stringevano con decisione la testa del bastone. Quello che però lasciava sbalordito Geremy era il fatto di non averlo mai visto in giro per il villaggio e tanto meno all’osteria. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“Le porgo le mie condoglianze, signore. Spero non sia dovuto venire da molto lontano per rendere omaggio a &lt;span style="font-size:+0;"&gt;&lt;/span&gt;Mr. Satterthon.” Infine disse con il timbro pacato e rispettoso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“La ringrazio, ma non sono parente né effettivamente un amico di Sean … come le ho già detto io l’ho solo incontrato lungo la mia strada. Ehhh” sospirò aprendo la bocca sdentata “pensava che bevendo avrebbe annegato il suo triste passato. Un bicchiere per i suoi fratelli morti sotto una frana della miniera…un bicchiere per la sua giovane moglie e i suoi pargoletti in fasce portati via dalla febbre…e l’ultimo bicchiere era per la sua solitudine quando il suo cuore ha smesso di battere.”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“Eravate con lui quando è morto?” disse sorpreso Geremy che non sapeva se quello che aveva di fronte era un pazzo o solo un povero viandante che aveva bisogno di parlare con qualcuno. Infatti Marì gli aveva raccontato che la sera in cui era morto Sean all’osteria non c’era un cane a cui servire da bere se non quel povero diavolo di Satterthon.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“Oh si! Ero proprio davanti a lui quando ha mandato giù l’ultima goccia di birra. Eh, come vedete mio caro giovanotto, la morte viene quando meno ci si aspetta!”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“Ha ragione…” rispose consapevole che si stava per avviare una conversazione lunga e deprimente come succedeva quasi sempre quando si parlava con degli interlocutori così anziani.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“Io ho girato il mondo per lungo e largo… e non c’è stato un solo uomo che mi abbia detto di non aver paura della morte!” disse quasi dispiaciuto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“Beh, signore… a nessuno piacerebbe abbandonare la vita con le sue gioie. Soprattutto quando ce ne sono tante da provare e condividere con i propri cari. Anch’io ne ho paura e darei via ogni mio avere per sfuggire alla sua falce se mai dovesse venire a reclamare la mia vita.” Con una mano Geremy prese il cappello nascosto nella sua tasca destra e se lo infilò sulla testa per ripararla dal vento freddo che aveva iniziato a spirare. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“Ah, quante sciocchezze! Questa vita non offre gioie più grandi di quelle che ci aspettano dall’altra parte! L’uomo è figlio di Dio e come tale erediterà i cieli!” disse corrugando la fronte.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nella testa di Geremy si faceva forte l’idea che quello era un senzatetto predicatore…o un ex prete che aveva deciso di portare la parola di Dio camminando per le strade del mondo come ultimo atto della sua esistenza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“Sarà… fatto sta nessuno dei miei clienti è tornato indietro a elogiare l’aldilà e a convincermi che dopo tutto morire non è una cosa così spaventosa.” &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il vecchio allora si sedette sul cumulo di terra e appoggiandosi con entrambe le mani sul suo bastone disse:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“Siete un uomo di poca fede…cosa vi ha fatto diventare così scettico sulle verità divine?”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“Probabilmente il mio lavoro, signore.” Rispose a tono Geremy che iniziava a spazientirsi. Doveva riprendere a scavare, se no Sean non avrebbe trovato il suo letto pronto l’indomani. “La cupa mietitrice ti priva della vita… e l’unica cosa che ti fa diventare è un corpo morto pronto per fare da concime per le piante all’aperto o da cibo per le muffe dentro le cripte.” &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“La cupa mietitrice? Che brutto nome per la sorella del sonno che da requie alle fatiche terrene per aprire le porte del paradiso…” disse tra se e se il vecchio rivolgendo il suo sguardo al cielo “bah… non ho mai capito perché vi ostiniate a raffigurarmi come un orrido scheletro con in mano una falce…”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Geremy non poteva sopportare oltre quello spettacolo di delirante senescenza. Balzò quindi di nuovo nella fossa per riprendere il suo lavoro. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“Signore, io devo riprendere a scavare…” disse per mettere fine alla conversazione “è meglio che vi spostiate da lì se non volete prendervi una palata di terra addosso…” &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il vento soffiò facendo scuotere i rami dei castani, e le nuvole ripresero la loro corsa nel cielo. Geremy sollevò gli occhi in cerca dell’improvvisamente muto interlocutore. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“Signore…” chiamò. Ma sul cumulo di terra fresca non c’era più nessuno. Il vecchio era sparito. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Se ne rallegrò, aveva paura che il vecchio avrebbe continuato a disturbarlo anche mentre spalava la terra rendendogli ancor più pesante il suo faticoso e deprimente mestiere. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ma stranamente non riuscì a togliersi dalla mente quegli occhietti azzurri e il volto pallido e scavato che gli ricordavano terribilmente qualcuno… non sapeva chi… ma c’era in quel vecchio un aria decisamente familiare. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Quel pensiero lo accompagnò silente per anni. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Venne il giorno in cui lui e Marì misero piede per la prima volta nella loro nuova casa, e poi il giorno della nascita di Rebecca e Martin… il giorno in cui Rebecca andò in sposa al figlio del proprietario del mulino, che riforniva il villaggio di farina. E il giorno in cui Martin diventò un uomo abbastanza robusto per sostituirlo completamente al cimitero. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Tra le &lt;span style="font-size:+0;"&gt;&lt;/span&gt;lapidi sempre più numerose lui e Martin camminavano con passo celere per rientrare in casa. Geremy era diventato vecchio… e doveva appoggiarsi ad un bastone a causa di una fastidiosa piaga che aveva sotto il piede destro. Chiusero il cancello del campo santo alle loro spalle mentre il vento soffiava con violenza &lt;span style="font-size:+0;"&gt;&lt;/span&gt;per preannunciare il temporale. Quando furono a casa il sollievo del caldo focolaio e della voce di Marì li scosse dal tepore dell’autunno. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“Oh finalmente!” esclamò a gran voce la vecchia ma sempre bella Marì al marito e al figlio “la minestra è già in tavola.”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“Arriviamo subito mamma… il tempo di toglierci i mantelli!” rispose Martin mentre aiutava suo padre a districarsi dalla mantellina nera di lana grezza che aveva cucito Marì la scorsa primavera. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“Su Martin, sarò vecchio ma non così rimbambito da aver bisogno di aiuto per togliermi il mantello!” &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ma Martin con una piccola risata era già riuscito a scoprirgli le spalle ed appenderlo sulla gruccia accanto le scale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“Hai ragione papà… è per questo che ti ho lasciato il cappello sulla testa.” Disse scherzosamente e sparendo verso la cucina. Geremy rise… aveva cresciuto un degno successore del suo onorevole mestiere. Forte, rispettoso… ma al contempo ironico e intelligente. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Con passo claudicante si portò all’appendiabiti sul muro, si tolse il cappello e lo pose sulla gruccia centrale. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Fu in quel momento che si trovò davanti agli occhi il volto del&lt;span style="font-size:+0;"&gt; &lt;/span&gt;vecchio viandante che 38 anni prima aveva incontrato al cimitero.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il volto scavato e pallido circondato dalla barba bianca che faceva seguito ai capelli lisci e spettinati dal vento e soprattutto gli occhi azzurri come il cielo erano lì davanti a lui dall’altra parte dello specchio sotto l’attaccapanni. Si sentì diventare improvvisamente di ghiaccio mentre la paura percuoteva il suo corpo con tremendi brividi quando l’immagine nel riflesso parlò:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“Ma perché provate terrore di me? Possibile che abbiate meno paura di uno scheletro con la falce che del vostro stesso volto?”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;?xml:namespace prefix = o /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6160916903421307556-485416107613283627?l=kamire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://kamire.blogspot.com/feeds/485416107613283627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6160916903421307556&amp;postID=485416107613283627' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6160916903421307556/posts/default/485416107613283627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6160916903421307556/posts/default/485416107613283627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://kamire.blogspot.com/2007/12/odore-di-terra.html' title='Odore di terra'/><author><name>Kamire</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06204232280188007354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_a7hzg-3GTI4/R21ZVwQ-VqI/AAAAAAAAAAM/I9n9gDX1uGQ/S220/lost.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6160916903421307556.post-377211999949158523</id><published>2007-12-22T10:04:00.000-08:00</published><updated>2007-12-22T10:17:30.051-08:00</updated><title type='text'>Un inizio...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Avevo davanti a me una pagina bianca. I margini regolari... la  superficie liscia ed intonsa... Rimasi incantata dalla sua bellezza e soggiogata dal desiderio di trarre fuori da essa tutto ciò che vedevo: mondi meravigliosi, anime che intrecciavano i propri destini.... racconti, storie... &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;E fu così che iniziai a scrivere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Spero che anche voi, che passate per caso da questo spazio, possiate immergervi nel mio mondo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Buona lettura&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6160916903421307556-377211999949158523?l=kamire.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://kamire.blogspot.com/feeds/377211999949158523/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6160916903421307556&amp;postID=377211999949158523' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6160916903421307556/posts/default/377211999949158523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6160916903421307556/posts/default/377211999949158523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://kamire.blogspot.com/2007/12/un-inizio.html' title='Un inizio...'/><author><name>Kamire</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06204232280188007354</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_a7hzg-3GTI4/R21ZVwQ-VqI/AAAAAAAAAAM/I9n9gDX1uGQ/S220/lost.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
